Aspetto del Buffardello

Come veniva rappresentato questo essere? Raccogliamo le testimonianze in ordine.

Poteva essere uno spirito: “era tipo uno spiritello che girava per il paese e faceva i dispetti” e ancora “Forse un omino piccolo… uno spirito”.

Dallo spirito si passava facilmente a pensarlo come vento, dispettoso o anche favorevole: “era come un vento, non era una persona”. Sotto queste spoglie lo troviamo un po’ in ogni dove.

Prevaleva tuttavia l’immagine di un animale; quale? “era un animale… tipo un uccello”, “un animale però che vien di notte”, “un animale bianco, un uccello bianco, Baffardello lo chiamavano”, “era un animale scuro, quasi come fosse un uccello”. C’era chi affermava con sicurezza: “Il baffardello era un uccello”, “lì si sentiva questo uccello grosso che fischiava e lo chiamavano il baffardello”, “un uccello che fa paura, questo baffardello”, “è un uccello che sta sopra i pini, a volte canta come una civetta”, “era un uccello di sera”, “è un uccello che sta più che altro sulla torre lassù”. Ma sulla dimensione? “era un uccello grosso, come un’anatra”, “il baffardello era un uccellaccio che veniva la notte”, “è un uccellaccio grosso”. Ma poteva essere più piccolo “tipo un pipistrello”, anzi “Baffardello mezzo topo e mezzo uccello”.

Se la rappresentazione del nostro come un uccello è quella più diffusa fra gli animali, tuttavia vengono ricordati anche altri: “Il Baffardello era un animale, notturno, non volava, un animale come un gatto”, “Era un animale, un baffardello che non si vedeva… era come il gatto”, “(faceva) un verso come un cavallo, più corto, era tipo un gatto credo”, “dicevano che il baffardello era un miccio, un asino”

Talora si rimaneva sul generico: “Il Baffardello era un animaletto che arrivava di notte, allora si scappava”, “Peloso a toccarlo”, “Il Baffardello esiste sul serio, è un animaletto nero così, che ha la coda… sembra uno scoiattolo. Per lo più sta nella stalla dove ci son le mucche e gli piace stare sulla coda, si mette nella coda della mucca e le imboga (intreccia) tutte …”, “Andava nelle stalle, … è un affaretto nero, come… un po’ diverso dallo scoiattolo, ha una coda nera, tutto nero, due baffi lunghi”, “veniva una nuvola di questi animali, noialtri gli s’andava dietro e si diceva: ”E’ venuto il baffardello!”, “era una persona, ma si trasformava come tipo in un caprone”.

C’erano poi le raffigurazioni antropomorfiche, sicuramente le più diffuse (insieme al vento): “è un gobbetto che di notte lo senti camminare sulle terrazze… senti… con questo passo sfrascicato, da zoppo”, “era un uomo col cappello di ferro e le scarpe di legno – Io, poi, me lo sono sempre immaginato brutto e piccoletto”, ”Il Baffardello? Era una persona, un uomo che si mascherava di notte e poi andava in qua e là così per le strade e dicevano che era il Baffardello… Era un uomo travestito, io l’ho sempre sentito dire così poi…”.

Ma soprattutto “Il baffardello è piccolino ed è vestito come uno gnomo, perché ha il cappello, quello lungo. Ma non ha un colore particolare, ha i colori della natura… verde. E infatti si mimetizza quando scappa”, “era una specie di gnomo”, “E’ un omettino che fa tutte codine”, “Il Baffardello, secondo la leggenda, era un omino alto così, piccolo piccolo, cattivo e dispettoso”, “Era un nanetto: capelli piuttosto lunghi, il viso lungo e le mani pelose e bucate […] portava un berretto.”, “Aveva un tridente, come un nano, come uno gnomo, col cappuccio, coi piedi lunghi, il corpo corto e questo qui aveva in mano, sì, una forca a tre denti”, “E lui, questo Baffardello, era un ometto così piccolino, vestito di rosso, un cappellino rosso, andava prendeva queste pecore”, “Un omino piccolino così, vestito di rosso, con un cappellino rosso”, “Mia nonna mi raccontava quella del “Baffardello”, diceva che era un omino con le gambine corte […] che dormiva sotto i letti…”, “era come un omino piccino, piccino”, “era basso, basso, passava attraverso le chiudende”, “è un omino, rosso, “più piccolo, con questo cappuccio rosso, a punta, che gli arrivava fin nella schiena”.

C’erano anche delle rime: “Il buffardello è un omino grossolano/ vestito da gitano./ Porta in testa un berretto/ e abita sotto il tetto.”

Qualcuno narra di averlo incontrato: “vide un omino piccolo piccolo e nero aprire la porta”, “un viso non tanto grande, pallido, con dei capelli neri, con la divisa nel mezzo, nerissimi, con due occhi tondi, grandi che la fissavano”, ”era un omino vestito di rosso, tipo un saltimbanco”, “aveva una gamba verde, una rossa, due corna, certi occhi”, “era piccolino come un gattino e aveva, in testa, aveva un cappellino rosso […] fatto a punta”, “aveva gli occhi fosforescenti, vedeva solo la notte, il giorno non vedeva”.

Concludiamo con altre immagini: “un uomo alto mezzo metro e con le mani bucate”, “è un omino grasso e basso. Porta un paio di occhiali al collo e in testa un berretto rosso”, “aveva un cappellin di paglia in cima all’orecchie!”, “uno gnomo che aveva un cappello con sopra una specie di pon pon!”.

Eccetera, eccetera eccetera.

Umberto Bertolini

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What did the Buffardello look like?

How was this being represented? Let’s collect all the accounts in order.

It could be a spirit: “it was a type of sprite that wandered around the village and played tricks” and again “perhaps a small man, a spirit”
It is easy to pass from this idea of a spirit to think of it as a spiteful wind, or perhaps a beneficial one: “it was like a wind, it wasn’t a person”. We find the Buffardello in this guise here and there, almost everywhere.

The idea of an animal was however most widespread: but which one? “it was an animal … like a bird”, “an animal that came at night”, “a white animal, a white bird, Baffardello they called it”, “it was a dark animal, almost like a bird”. Some were quite sure: “The Baffardello was a bird”, “there you could hear this huge bird whistling, and they called it the baffardello”, “a frightening bird, this baffardello”, “it’s a bird that lives at the top of pine trees, sometimes it calls like an owl”, “it was a nocturnal bird”, “it’s a bird that lives mostly up there on the tower”. How big was it? “it was a bird as largeas a duck”, “the baffardello was an ugly bird that came at night”, “it’s a big ugly bird”. But it could be smaller: “like a bat”, or even “the Baffardello is half mouse and half bird”.

Although the animal form of the Baffardello is most widely reported as a bird, nevertheless some other animals should be mentioned: “the Baffardello was a nocturnal animal that didn’t fly, it was an animal like a cat”, “it was an animal, a baffardello that you couldn’t see … it was like a cat”, “it makes a sound like a horse, shorter, it was a type of cat I think”, “they said the baffardello was a kitten or a donkey”.

Sometimes the type of animal was vague: “the Baffardello was a small animal that came at night, then ran away”, “it was hairy to touch”, “the Baffardello really exists, it’s a small black animal this long, with a tail … it looks like a squirrel. Mostly it lives in the stable where the cows are and it likes to live on their tails, it places itself in the tail of the cow and plaits them together”, “it went into the stables, … it’s a black thing, like … a bit different from a squirrel, it has a black tail, all black, and two long whiskers”, “a whole cloud of these animals came, we used to follow them and we’d say ‘The baffardello has come!’”, “it was a person, but it changed itself into a type of billygoat”.

Then there were the anthropomorphic portrayals, certainly the most widespread (along with the wind): “it was a hunchback you could hear at night walking on the terraces … you could hear …. this shuffling footstep, like a lame man”, “he was a man with an iron hat and wooden shoes – I’ve always imagined him as small and ugly”, “the Baffardello? He was a person, a man who disguised himself at night and then went here and there along the streets and they used to say he was the Baffardello… He was a man in disguise, I have always heard him described that way, but…”

But above all “the baffardello is small and dressed like a gnome, because he has that long hat. It doesn’t have a particular colour, it has the colours of nature …. Green. And in fact he camouflages himself when he disappears”, “it was a type of gnome”, “he is a little man who makes plaits everywhere”, “the Baffardello, according to legend, was a little man so high, really small, naughty and spiteful”, “he was a little dwarf: fairly long hair, with a long face and hairy hands with a hole in them […] he wore a beret”. “He had a trident, like a dwarf, like a gnome, with a hood, long feet, a short body and he carried this thing in his hand, yes, a pitchfork with three prongs”, “ and this Baffadello, he was a little man, this small, dressed in red, with a red hat, and he used to go and take the sheep”, “a little man, this small, dressed in red, with a red hat”, “My grandmother told me about the Baffardello, she said he was a little man with short little legs […] who used to sleep under beds”, “he was like a wee small man”, “he was really short, he could fit through the shutters”, “he was a small man, red”, “smaller, with this red pointed hat, which came down to his back”.
There were also nursery rhymes: “The buffardello is a coarse little man / dressed as a gypsy. / He wears a beret on his head / and lives under the roof.”

Some speak of having met him: “he saw a tiny little man, tiny and black, opening the door”, “his face was rather small, pale, with black hair parted in the middle, very black, with two big round eyes staring at her”, “he was a small man dressed in red, like an acrobat”, “he had one green leg, one red, two horns and those eyes”, “he was tiny like a kitten and on his head he had a red hat, made with a point”, “he had phosphorescent eyes, he could only see at night, in the day he couldn’t see”.

Let’s finish with some final images: “a man half a metre tall with holes in his hands”, “he is a fat short little man. He wears a pair of spectacles around his neck and a red beret on his head”, “he had a straw hat above his ears”, “a gnome who had a hat with a sort of pompom on top”.

Etc etc etc.

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Translation by Linda Barwick, The University of Sydney, Australia