Il nostro “oggetto” museale

Non è facile immaginare un museo di racconti, quale struttura dare, come rappresentare l'”oggetto” museale.

Noi siamo partiti da qui, dall’oggetto da mettere in mostra, che è, nel nostro caso, il racconto, quello brevissimo, di poche parole o quello lungo come la fiaba.

Gli oggetti presenti possono essere talora solo testi scritti o normalmente audio/video con o senza trascrizione e frequentemente fanno riferimento ad una località determinata. La scrittura può derivare dal fatto che il nostro narratore o chi per lui ha lasciato solo la testimonianza scritta, oppure dalla necessità di rendere comprensibile una narrazione che per vari motivi sarebbe di difficile ascolto. Così abbiamo pensato che fosse utile proporre anche la lettura di questi testi per favorirne la fruizione, pur in presenza dell’audio originale. 

Piano piano è nata una pagina-oggetto museale che ha essenzialmente sei spazi definiti: quello della lettura, quello della scrittura, quello dell’audio o video originale, quello di un’immagine fotografica che ci riportasse al luogo di cui si parla, più le indicazioni circa chi ha effettuato la ricerca e chi ha dato la propria testimonianza.

L’obbiettivo finale è quindi quello di completare via via i singoli oggetti con tutte queste parti, ma intanto abbiamo messo ciò che abbiamo e quindi la pagina può risultare mancante di una o più sezioni, garantendo in ogni caso almeno il testo o l’audio della storia, che è ciò che interessa in generale.

I racconti sono raccolti in “stanze” basate sull’unità territoriale individuata o sulla tipologia o sui personaggi o …; trattandosi di stanze virtuali lo stesso oggetto può comparire in più luoghi contemporaneamente.

Le stanze si raggruppano in sezioni: possono essere territori un tantino ampi (una vallata ad esempio), o strutture come le figure o il genere letterario o …

L’Italiano nasce dal fatto che nel nostro Centro sono confluite tantissime ricerche e tesi di laurea, provenienti per lo più dal Politecnico di Torino, che attestano racconti di gran parte dell’Italia.
Nelle esposizioni che cureremo procederemo per territori estremamente circoscritti: siamo partiti, per comodità, dal “Regno degli streghi” e andremo qua e là in varie zone d’Italia sulla base degli stimoli che avremo e delle collaborazioni che incontreremo. Le ricerche sono consultabili in sede e lo saranno anche on line via via che riusciremo a metterle a disposizione.

Nell’insieme si segue l’approccio scientifico di Alberto Borghini, i cui saggi sono citati nella bibliografia.